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Assi parlalleli: versione oscillatore

Generalità

Gli oscillatori piani sono meccanismi a camme in grado di convertire il moto rotatorio uniforme dell'albero di entrata (movente) in un moto intermittente unidirezionale sull'albero di uscita (cedente), caratterizzati dall'avere gli alberi in entrata e di uscita tra loro paralleli.

La trasmissione del moto è realizzata tramite una coppia di camme a profili coniugati calettate sull'albero di ingresso, impegnate da un tastatore a rulli posto sull'albero di uscita. La realizzazione dei profili è tale che in ogni momento almeno due rulli tra loro opposti siano sempre in contatto, garantendo così l'assenza di giochi nella trasmissione, con miglioramento della precisione e reperibilità del posizionamento, diminuzione della rumorosità e delle vibrazioni con conseguente riduzione dell'usura.

L'intermittore è composto da una scatola in ghisa a tenuta stagna con superifici lavorate su tutti i lati che danno la possibilità di montare l'intermittore in tutte le posizioni. Possibilità di montaggio diretto di riduttori e motoriduttori. I fori di fissaggio ausiliari possono essere eseguiti sulle superfici contenenti gli alberi di ingresso e di uscita evitando i tiranti di assemblaggio. Con l'inversione del senso di rotazione dell'albero di ingresso si ottiene l'inversione del senso di rotazione dell'albero di uscita senza che cambino le caratteristiche cinematiche del moto. Viene eseguita una versione speciale, su richiesta, con movimento oscillante dell'albero di uscita.

E' esente da manutenzione perché lubrificato con grasso perenne.

Parametri di progetto

Negli oscillatori ad assi paralleli ad ogni ciclo del movente corrispondono due oscillazioni uguali ed opposte (con o senza periodi di pausa) del cedente. I parametri necessari per identificare un intermittore sono perciò i seguenti:

Come per gli intermittori l'INTERASSE (I) rappresenta la distanza tra i due alberi e definisce le dimensioni del meccanismo.

La CORSA ANGOLARE (H) è l'ampiezza dell'oscillazione (in gradi) del cedente.

La FASE DI ANDATA (A) rappresenta la rotazione che il movente compie intanto che il cedente esegue tutta la corsa H, vi può poi essere una SOSTA (B) seguita dalla FASE DI RITORNO (C) durante la quale il cedente torna nella posizione iniziale, il ciclo si chiude con una SOSTA ulteriore (D) nella posizione di riposo dell'albero di uscita.

Ovviamente le ampiezze delle quattro fasi angolari devono rispettare la relazione:

          A+B+C+D = 360 °

Gli alberi di ingresso e di uscita presentano entrambi una sede per linguetta, queste due si trovano ad essere allineate (ASSE DI FASE) a metà della fase di andata (A).

Al momento dell'ordine è importante specificare il verso della prima rotazione del cedente (orario od antiorario), in funzione del senso di rotazione del movente.

Leggi di moto standard

L'esperienza pluriennale acquisita da ITALCAMME nel settore delle camme per macchine automatiche consente di adottare per i suoi meccanismi le LEGGI DI MOTO che rappresentano il miglior compromesso tra le proprietà cinematiche e dinamiche.

Le LEGGI DI MOTO normalizzate sono caratterizzate da curve di accelerazione e di velocità continue, simmetriche con l'asse di simmetria che coincide con la metà del movimento; i valori iniziali e finali di velocità e di accelerazione sono nulli. Ogni legge si distingue per avere propri coefficienti di velocità (Cv) e accelerazione (Ca), che rappresentano rispettivamente velocità e accelerazioni massime per uno spostamento unitario eseguito in un tempo unitario.

Le leggi di moto normalmente utilizzate sono le seguenti:

Cicloidale (Cv=2, Ca=6.28)

Questa curva è anche conosciuta come curva sinusoidale. Tra le curve normalizzate presenta il valore di accelerazione massima più alto, ma ha il passaggio più dolce tra i valori di accelerazione zero e accelerazione massima.

Cicloidale modificata (Cv=1.76, Ca=5.53)

Questa curva è ottenuta dalla combinazione delle curve di accelerazione Sinusoidale e accelerazione Cosinusoidale. La sua principale caratteristica è quella di avere, tra le curve normalizzate, il passaggio più dolce tra i valori di accelerazione massima e decelerazione massima. Nota anche come Sinusoidale Modificata.

Trapezoidale modificata (Cv=2, Ca=4.89)

Questa curva è ottenuta dalla combinazione delle curve di accelerazione Sinusoidale e accelerazione Costante. La sua principale caratteristica è quella di avere, tra le curve normalizzate, l'accelerazione massima più bassa.

Sinusoidale modificata con tratto a velocità costante (Cv=1.4, Ca=6.62)

Questa curva è un'elaborazione della curva cicloidale modificata. L'inserimento di un tratto a velocità costante e accelerazione zero nel punto medio della curva di accelerazione, riduce la velocità massima e la rende adatta ad applicazioni con corse lunghe.

Questa è il prototipo di una famiglia di curve derivate, differenziate tra loro per valori leggermente diversi dei coefficienti di velocità e accelerazione, che sono applicate in casi specifici, ove comportino vantaggi rispetto alle curve normalizzate standard.

Contattando l’ufficio tecnico ITALCAMME, si possono progettare angoli e leggi di moto speciali in funzione delle specifiche esigenze applicative.